Spedire abbigliamento sembra facile: infili la maglietta in una busta, stampi l’etichetta e hai finito. Poi l’acquirente ti scrive che il maglione è arrivato umido o che la camicia è piena di grinze. Oppure ti accorgi di aver pagato la spedizione di un piumino come se pesasse sette chili, perché la scatola era troppo grande.
Se vendi su Vinted, Subito o eBay, o hai un piccolo negozio online di moda, ti sarà già capitato. Per spedire vestiti spendendo il giusto bastano poche abitudini: scegliere l’imballo in base al capo, tenere d’occhio il peso volumetrico, piegare con un minimo di metodo e proteggere tutto dall’acqua. Qui le trovi tutte, adatte a tutti i tipi di capi, dalla t-shirt alle sneakers.
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Dipende dal capo. Magliette, felpe, jeans, leggings, sciarpe e in genere tutto ciò che è morbido viaggia bene in una busta da spedizione in plastica. È leggera, impermeabile e mantiene il pacco compatto, che è il modo più semplice per pagare meno.
La scatola serve quando il capo ha una forma da conservare o dettagli che si rovinano: un cappotto strutturato, una giacca con le spalline, un cappello, un abito con perline o ricami. Chiusi in una busta e schiacciati sotto altri colli, questi capi arrivano deformati.
Per una camicia di seta o un foulard va bene la via di mezzo, la busta imbottita o in cartone rigido. Il criterio è uno: il contenitore più piccolo che protegge davvero.
I corrieri fanno pagare il valore più alto tra due pesi: quello reale, che leggi sulla bilancia, e quello volumetrico, che misura quanto spazio occupa il pacco sul furgone. Con i vestiti, leggeri e ingombranti, il secondo vince quasi sempre.
Il conto è semplice. Moltiplichi le tre misure del pacco espresse in metri, ottieni il volume in metri cubi e lo moltiplichi per il coefficiente del corriere. Su Spedire Comodo il rapporto è 1:300 per le spedizioni in Italia e 1:200 per l’estero (altri servizi usano valori diversi). I passaggi completi sono nella guida al calcolo del peso volumetrico.
Un esempio. Un piumino da un chilo in una scatola da 40 × 30 × 20 cm occupa 0,024 metri cubi, che per 300 fanno 7,2 kg: paghi più di sette chili per un capo che ne pesa uno. Compresso in una busta da 40 × 30 × 8 cm scende a meno di 3 kg, e su un listino a fasce di peso sono un paio di fasce in meno.
Per questo arrotolare i capi ed eliminare i vuoti conta più che limare qualche grammo. Misura e pesa il pacco già chiuso e inserisci i dati veri quando prenoti: se dichiari meno del reale, il corriere può rimisurare il collo e addebitarti la differenza. Con le misure giuste, su Spedire Comodo vedi subito le tariffe dei diversi corrieri per quel pacco e scegli quella che ti conviene.
Prima dell’imballo viene il capo: pulito, asciutto del tutto e senza odori, perché un maglione che sa di fumo o di armadio chiuso è una lamentela classica. Passa il rullo levapelucchi e ricontrolla che non ci siano difetti non segnalati nell’annuncio.
Magliette, felpe e capi in cotone si possono arrotolare: occupano meno e non prendono pieghe nette. Camicie, pantaloni eleganti e abiti si piegano invece lungo le cuciture. La camicia va abbottonata, con le maniche ripiegate verso la schiena, così il davanti resta liscio. Se l’hai stirata, aspetta che si raffreddi prima di piegarla, altrimenti le pieghe si fissano.
Un foglio di carta velina dentro ogni piega attenua i segni. Per chiudere e rinforzare il collo valgono le regole della guida su come preparare un pacco.
Tra magazzini, furgoni e punti di ritiro un pacco può prendere la pioggia. Il cartone assorbe l’acqua e il capo che ci sta a contatto arriva umido o con aloni. Il rimedio costa pochissimo: metti il capo piegato in un sacchetto di plastica richiudibile e poi nell’imballo esterno.
Vale anche con una busta di plastica, che è impermeabile: se si strappa, il sacchetto interno tiene fuori lo sporco, e con i capi chiari è quello che li fa arrivare puliti.
Il capo deve restare fermo senza essere schiacciato: se avanza spazio, riempi con carta morbida. Chiudi le cerniere e copri borchie e bottoni metallici con un pezzetto di velina, così non lasciano segni sul tessuto vicino.
Scarpe e borse vanno quasi sempre in scatola: pelle, camoscio e vernice si segnano al primo urto. Puoi usare la scatola originale delle scarpe, ma come imballo interno, perché da sola non regge il trasporto e va messa dentro un cartone esterno. Riempi le punte con carta, avvolgi le scarpe una per una e sistemale in modo che la suola di una non tocchi la tomaia dell’altra.
Le borse si imbottiscono con carta in modo che non si affloscino; la tracolla, se si stacca, va avvolta a parte, e la dust bag, se ce l’hai, va usata. Una borsa rigida non si piega mai per farla entrare in una scatola più piccola.
Con il doppio cartone le misure crescono, e qui il peso volumetrico si fa sentire. Scegli un cartone esterno con un paio di centimetri di margine per lato, giusto lo spazio per un po’ di riempitivo.
Con un capo firmato o un pezzo vintage le regole sono le stesse, applicate con più cura. Seta, pizzo e chiffon vanno avvolti nella velina, lontano da plastica e nastro adesivo, e piegati il meno possibile. Un abito lungo si può arrotolare attorno a un tubo di cartone foderato di velina.
Prima di chiudere, fotografa il capo da tutti i lati, le etichette e poi il pacco chiuso con l’etichetta di spedizione in vista. Se nasce una contestazione, sono la tua prova. Appena il pacco parte, manda all’acquirente il numero di tracciamento.
Poi valuta di assicurare la spedizione. Senza assicurazione, in caso di danno o smarrimento in Italia il rimborso previsto dalla legge è calcolato sul peso della merce, non sul suo valore, e per un capo da mezzo chilo si riduce a pochi spiccioli. Con la copertura il rimborso segue il valore dichiarato, ma per aprire la pratica serve un documento che provi quanto vale la merce, come la ricevuta d’acquisto o di vendita, e alcune categorie di merce sono escluse. Se il pacco arriva rovinato, chi lo riceve deve firmare con riserva davanti al corriere: diglielo prima di spedirlo.
Quando le vendite diventano diverse a settimana, tieni in un angolo buste di due o tre formati, qualche scatola, velina, sacchetti, nastro, metro e bilancia. Con pochi formati standard conosci in anticipo misure e peso dei tuoi pacchi, e quindi il costo da indicare negli annunci.
Se qualcuno compra più capi insieme, confronta il pacco unico con quelli separati prima di prenotare. Di solito un pacco solo conviene, ma se il volume cresce troppo il peso volumetrico può ribaltare il conto.
Per spedire vestiti senza perderci le giornate, fissa uno o due giorni a settimana e prepara tutto insieme. Su Spedire Comodo, a seconda del corriere, puoi farti ritirare i pacchi a casa o portarli in un punto vicino quando ti è più comodo. Se hai un e-commerce, con l’ordine multiplo carichi le spedizioni dei pacchi da un file CSV invece di inserirle una per una.
La moda è tra i settori con più resi online. Se hai un negozio online scrivi chiaramente tempi, condizioni e chi paga il ritorno; sui marketplace valgono le regole della piattaforma, che cambiano dall’una all’altra. Una busta con doppia striscia adesiva permette a chi compra di riusarla per il reso, e il capo torna imballato come era partito.
Gli errori più comuni sono sempre quelli: scatole troppo grandi, misure dichiarate al ribasso, capi spediti ancora un po’ umidi dopo il lavaggio, che arrivano con odore di muffa, e cartoni riciclati con le vecchie etichette attaccate, che confondono lo smistamento.
Quando hai il pacco pronto, inserisci misure e peso su Spedire Comodo, confronta i corrieri e scegli la tariffa giusta per spedire abbigliamento.